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Partita IVA: chi deve aprirla (e pagarla)?

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Senza dubbio per chi vuole fare impresa nella Repubblica Ceca, l’IVA è una delle principali tegole burocratiche da affrontare. Questo per un motivo semplice: non tutti devono pagarla.

L’IVA è infatti prevista dalla direttiva europea 112/2006, tuttavia ad ogni Stato membro è concessa autonomia interna. La legge che regola l’IVA (in ceco DPH, Daň z přidané hodnoty) è stata recepita in Repubblica Ceca con la legge 235/2004 e suoi emendamenti.

Quindi ci sono delle differenze tra qui e l’Italia. Abbiamo già spiegato, ad esempio, che è soggetto al pagamento dell’IVA solo chi fattura oltre 2 milioni di corone per 12 mesi consecutivi. Quindi se in un anno di particolare (s)fortuna superate questo tetto, dovete registrarvi. La dichiarazione IVA va presentata per ogni mese entro il giorno 25 del mese successivo.

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L’IVA prevede tre differenti aliquote (come abbiamo già visto qui):

  • 21% per la maggior parte dei prodotti e dei servizi
  • 15% per prodotti alimentari di base, alcuni prodotti farmaceutici, alcune attrezzature mediche e alloggi sociali.
  • 10% per prodotti per la nutrizione essenziale dei bambini, alcuni prodotti farmaceutici, libri, prodotti per mulini e altri prodotti per una dieta senza glutine e giornali. Il riscaldamento è soggetto alla DPH del 10% a partire dal 10 gennaio 2020. Le forniture di acqua potabile e servizi idrici e fognari sono soggette al tasso del 10% a partire dal 10 maggio 2020.

L’IVA si applica a qualsiasi cessione di beni o prestazione di servizi effettuata da soggetti passivi sul territorio della Repubblica Ceca.

Sono soggette all’IVA ceca le seguenti operazioni

  • Acquisto di beni all’interno della Repubblica Ceca, inclusa circolazione di merci da un altro Stato membro UE verso la ČR.
  • Cessione e trasferimento di beni immobili all’interno della Repubblica Ceca.
  • Prestazione di servizi all’interno della Repubblica Ceca.
  • Importazione di merci verso la Repubblica Ceca.

Benefici per chi paga

Ha il diritto alla detrazione il soggetto passivo, qualora utilizzi le operazioni imponibili passive per svolgere la propria attività economica. In parole povere, la si può scaricare.

In caso di credito IVA, l’Ufficio delle imposte rimborsa l’ammontare a credito entro 30 giorni dal giorno di presentazione della dichiarazione. Questa è una cosa diversa dall’Italia, dove il credito IVA viene reso solo tramite compensazione con il debito IVA.

Come si ottiene la partita IVA

A differenza dell’Italia in cui la partita IVA viene rilasciata tramite la registrazione di una società al registro delle imprese, in Repubblica ceca si può richiedere o meno in base ad alcuni fattori.

Infatti, sotto la somma di 1.000.000 Kč di fatturato si può anche non avere una partita IVA in Repubblica ceca. Basta avere il živnostenský list, con relativi IČO e DIČ, e si può fatturare senza DPH. Comunque, per chi vuole, la partita IVA può essere richiesta anche sotto il tetto del milione, bisogna però dimostrare che la società è effettivamente operativa nel paese. La richiesta va presentata all’ufficio finanziario, che in ogni caso ha completa discrezione nel riconoscere la partita IVA alla società.

Insomma, l’operazione per richiedere la registrazione IVA è complessa e anche se fate una domanda perfettamente in regola, può essere che questa venga respinta perché l’impiegato di turno si è alzato con la luna storta. Secondo noi di Italia Praga one way l’idea migliore è farsi aiutare da uno studio di mediazione finanziaria, su tutti consigliamo Savino & partners, che ci ha fornito il materiale da cui è sviluppato questo articolo.

La domanda di registrazione all’IVA va presentata entro 15 giorni dal termine del mese nel quale si è raggiunto il limite di un milione di fatturato. Il richiedente diventa soggetto passivo a partire dal primo giorno del terzo mese successivo al mese nel quale ha maturato il limite di fatturato. Tramite la registrazione volontaria, invece, il soggetto diventa passivo nel giorno di validità riportato sulla delibera di registrazione.

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