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Praga Libeň: le sculture di Zdeněk Němeček
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Passeggiando alla scoperta del quartiere di Libeň ci si imbatte nell’atelier e nelle statue di Zdeněk Němeček.

Inoltrandosi nei “Docks di Praga”, nel quartiere di Libeň, ci si trova a passare inaspettatamente davanti al modesto atelier di Zdeněk Němeček, con annesso giardino scultoreo.

Lo studio in stile funzionalista venne costruito nel 1930 dell’architetto Otakar Novotný ed ospitò inizialmente lo scultore Jan Lauda, che vi lavorò per tutta la vita. Quando Lauda morì nel 1959, la moglie ed il figlio ereditarono lo studio.

Con la decisione della città di Praga di candidarsi per i Giochi Olimpici dell’80, si decretò che nell’area di Libeň sarebbe stato costruito il villaggio olimpico. Quindi, tutti gli edifici presenti dovevano essere demoliti. La famiglia Lauda offrì lo studio ad un ex allievo del’architetto, Zdeněk Němeček, con la condizione che avrebbe dovuto demolirlo due anni dopo l’acquisto.
Gli edifici circostanti furono demoliti, ma l’atelier rimase li dov’è fino ad arrivare ai giorni nostri, come conseguenza dell’abbandono all’organizzazione dei Giochi Olimpici.
Nota: l‘unico edificio del villaggio olimpico ad essere costruito fu l’Hotel Olympik a Karlín nel 1971, che aveva lo scopo di ospitare gli atleti.

L’atelier e le sculture

La struttura dell’edificio è un semplice cubo in mattoni. L’ingresso è ad ovest. La facciata principale è rivolta a nord ed è caratterizzata da un’ampia vetrata sostenuta da un’intelaiatura in ferro. Lo spazio interno si divide tra lo studio, il ​​laboratorio e la sala. Intorno allo stabile si distende un giardino, senza recinzioni, che ospita alcune sculture di Němeček dedicate allo sport. L’atelier fa parte dei monumenti culturali protetti dal 1991.

Le sculture presenti nella parte anteriore del giardino sono: il Tiglio Olimpico, il Mago del dribbling, una Ginnasta, un gruppo di ciclisti ed una statua intitolata “Vincerò“. Nella zona restrostante l’atelier sono presenti altre due statue: la Corsa ed un Tuffatore (che aveva i colori della bandiera Cecoslovacca dipinti lateralmente).

È di solito possibile avvicinarsi alle sculture e fotografarle (almeno quelle nella zona frontale), ma si deve sempre ricordare che si tratta di suolo privato, quindi siate rispettosi (ed evitate di toccare o arrampicarvi).

Lo scultore Zdeněk Němeček

Němeček nacque il 16 novembre 1931 a Luže, nella regione di Pardubice, e studiò all’Accademia delle Belle Arti di Praga.

Scultore di temi principalmente sportivi, Němeček ebbe l’opportunità di rappresentare l’arte cecoslovacca nel mondo. Creò decorazioni scultoree per gli stadi sportivi di tante grandi città, come Monaco, Milano, Mosca, Città del Messico e Tallinn.

Le sue sculture monumentali sono modellate al confine tra realismo socialista e futurismo.
Altre sue statue famose a Praga sono l’Hokejsta, davanti allo Stadio di hockey di Výstaviště Holešovice e Poselství (Messaggio) nel parcheggio del Grande Stadio Strahov. Zdeněk Němeček si suicidò dopo la Rivoluzione di velluto del 1989.

Oggi lo studio appartiene al figlio di Zdeněk Němeček, l’artista Jan Němeček ed accoglie designer ed architetti.

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Marci Muchomůrka
La papessa | Ameba cittadina del mondo. Proviene dalla città eterna ma sogna di stabilirsi in Kyrgyzstan per aprire un import-export di olivello spinoso. Prima di trapiantarsi a Praga ha fatto l'interrail dei luoghi più piovosi d'Europa, che comincia in Irlanda, passa dai Carpazi e finisce a Udine. Nel frattempo, per Italia Praga One Way scrive di temi e luoghi che non interessano a nessuno, ricevendone come guiderdone 1L di succo zenzero e curcuma ogni mese.

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