Quartieri di Praga: Bohnice e la schizofrenia del piano regolatore praghese (Praga 8)

Spesso ho sentito i miei amici cechi dire“finiremo a Bohnice” in congiunture non particolarmente serene della loro esistenza.

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Quartieri di Praga: Bohnice e la schizofrenia del piano regolatore praghese (Praga 8)

Nel nostro viaggio attraverso i quartieri di Praga, non possiamo evitare Bohnice. Bohnice infatti (il cui nome deriva da Bohemus), punta estrema di Praga 8 è circondato da una sinistra fama. Spesso ho sentito i miei amici cechi dire“finiremo a Bohnice” in congiunture non particolarmente serene della loro esistenza. Vale a dire spesso prima di un esame universitario.

Una volta (ero giovane) chiesi cosa ci fosse di così brutto a Bohnice, dato che il cimitero è a Olšany. E mi fu risposto che a Bohnice c’è il manicomio (foto di copertina). Non solo, è uno degli ospedali psichiatrici più vecchi del mondo, costruito nel 1909 sotto il chiaro influsso dell’Austria freudiana, ed al tempo era anche il più grande al mondo assieme a quello di Vienna.Bez názvu

L’ospedale psichiatrico di Bohnice

Solo questo a Bohnice? No. Nel quartiere, che si trova subito a nord di Troja, vi sono anche due agglomerati di palazzoni socialisti (che hanno sempre il loro fascino), un sito archeologico e un parco naturale. Il sito archeologico si chiama Zámky, vale a dire castelli, perché qui sono stati trovati i resti di alcuni villaggi neolitici che costituiscono al momento, gli insediamenti umani più antichi nell’attuale area di Praga.

Il parco naturale di Bohnické údolí (valle di Bohnice) invece ci permette di affrontare un curioso aspetto dell’espansione urbana di Praga. Senza bisogno di leggere i romanzi di Ivan Klíma infatti avrete tutti notato come la capitale ceca alterna senza un senso apparente, vaste aree verdi ad altre di fitta urbanizzazione, come se lo sviluppo della città non fosse determinato da un piano regolatore.

Bohnické údolí, sulle rive della Vltava

Bene, il fatto è che il piano regolatore non c’è mai stato. Ed ora vi spieghiamo come sono andate le cose. Già nel 1800 Praga era la terza città dell’impero asburgico, dopo Vienna e Budapest. Dunque al tempo furono discussi diversi piani per elevare la città al rango di metropoli. Questi piani prevedevano l’inglobamento di paesi vicini come Žižkov e Vinohrady.

I piani furono discussi per ottant’anni e alla fine non se ne fece niente fino al periodo di Masaryk, con la Cecoslovacchia indipendente. Il primo gennaio del 1922 fu istituita la grande Praga, coi suoi distretti comunali molto simile a quelli attuali.  Fatto sta che, siccome i piani si erano protratti per molto tempo, erano aumentati anche i borghi che avevano fatto richiesta di conurbazione. Praga si ritrovò  ad occupare un area enorme (al centro storico furono aggiunti i distretti da Praga 6 a Praga 10) con molti paeselli scissi tra loro. E un tentativo di connessione tra questi paesi fu fatta appunto dal regime comunista costruendo blocchi di quartieri popolari tra l’uno e l’altro.

Bene, ora sapete che Praga è così varia nei suoi paesaggi perché é proprio costruita alla cazzo di cane.

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Foto di prahaneznama.cz

Detto questo e tornando a Bohnice, per concludere si può aggiungere che vi si arriva facilmente con la metro rossa (fermata Kobilisy) e proseguendo in autobus. Le occasioni migliori per visitarla, a parte il trekking o lo sci di fondo nel parco di Bohnické údolí, sono il festival teatrale Mezi Ploty e quello musicale Babí léto.


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