6.2 C
Praga
TM Ads

Ceco in pillole #15: Krtek, imparare il ceco con la talpa dei cartoni

Date:

Share:

- FM Ads -

Siete qui solo per mere questioni di clickbait. Se guardate i cartoni del Krtek, infatti, di ceco ne imparate poco, essendo per lo più muti come quelli di Will E. Coyote.

Il punto è però che la parola Krtek (talpetta, talpa si dice krt), ha una declinazione tutta particolare ed è una declinazione molto diffusa: tutti i diminutivi dei nomi maschili cechi infatti, ovvero tutte le parole che finiscono in -ek e -iček (da stolek a Lojziček), si declinano secondo questo modello qui sotto. E anche parecchi monosillabi come den e sen.

- TM Ads -

Come noterete, la E è presente solo nel nominativo singolare. E vale per pressoché tutte le parole che finiscono in -ek ed -ec. Krtek diventa Krtka, stolek passa a stolku, Lojziček a Lojzička (perché è animato), Sen e Den a Snu e Dnu, Sedlec diventa Sedlce. Niente, così è e dovete farvelo andar bene. Questa cosa in ceco si chiama “pohyblivé E” (E mobile).

Prendiamola larghissima

Se però voleste mai sapere perché questa cosa accade, possiamo fare un salto indietro di mille e passa anni. O meglio, facciamolo prima di 1000 e passa chilometri verso est e andiamo in Russia.

Se mai vi siete confrontati con l’alfabeto della lingua parlata in quel paese in effetti, avrete notato che molte lettere sono simili alle nostre, salvo poi avere una pronuncia completamente diversa (citiamo a caso H, P e Я che in realtà sono N, R e Ja). Ve ne sono poi due che somigliano a una “b” minuscola, ovvero “ъ” e “ь”1 e che hanno l’invidiabile funzione di non servire a nulla nella maggior parte dei casi2. Posto che d’ora in avanti “ъ” e “ь” li indicheremo per lo più con un apostrofo e li chiameremo “jer” (duro il primo e molle il secondo), ci ricolleghiamo al principio per cui l’eccezione di oggi è la regola di ieri.

Ovvero se questi due Jer (il primo in particolare) oggi sono inutili, in passato dovevano servire a qualcosa. E così è. Tanto che perfino il rumeno se li è presi nel suo alfabeto e li chiama ă e î. La regola di ieri comunque si chiama…

Legge della sillaba aperta

Ecchevvordì? Beh, qui giochiamo in casa, dato che a occhio anche l’italiano deve averla avuta per un certo periodo, almeno in fine di parola. Sillaba aperta vuole infatti dire che la sillaba termina in vocale. E se ci pensate in italiano praticamente qualsiasi parola finisce in vocale.

Ora di lingue che, ad oggi, hanno la legge della sillaba aperta totale (cioè in ogni sillaba esistente in quella lingua) mi viene in mente solo il giapponese. Se ci pensate infatti, i giapponesi hanno solo parole tipo Fu-ji-ya-ma, O-ki-na-wa, Ya-na-gi-sa-wa. Per lo stesso motivo i personaggi di Naruto dicono “chakura” invece di chakra, o ancora lo Schneider di Holly e Benji in originale lo chiamano “Šinaide”: semplicemente, per loro è impossibile chiudere una sillaba con la consonante.

Ecco, il protoslavo aveva questa stessa regola e pure del tipo totale. Buffo per delle lingue che a una certa hanno fatto un genocidio di vocali e adesso praticamente quasi non hanno più. Qui entrano in gioco gli jer, che appunto a suo tempo erano delle vocali ed avevano un loro suono. Non sappiamo quale fosse questo suono perché non abbiamo registrazioni audio del periodo, ma erano vocali.

Questa cosa la sappiamo proprio per il fatto che in russo alcuni jer sono rimasti in posizioni assolutamente inutili. Le posizioni utili per lo jer molle sono dietro a consonanti dure, perché le fanno palatalizzare (ad esempio in russo “ň” si scrive “нь”). Per lo jer duro invece non ce ne sono. Abbiamo quindi parole come rus’ (che significa rus come in latino) o step’ (che non significa step come in inglese ma steppa come in italiano). In queste parole gli jer ci sono rimasti perché, boh, magari un russista lo sa.

Ma noi siamo qui per suonarcela e cantarcela parlar di ceco e spiegarvi che fine hanno fatto gli Jer in questa lingua. Anche qui, nel passaggio dal protoslavo al ceco, le cose hanno seguito un principio ben preciso.

Principio di caduta e voocalizzazione degli jer

Questo principio in ceco è detto Havlíkovo pravidlo (regola di Havlík). Messa così sembra piuttosto complessa e in effetti l’enunciato di questa regola non è molto più semplice di una legge fisica. Quindi cerchiamo di spiegarlo nel modo più semplice possibile. Il principio dice:

contando dalla fine della parola,
gli jer IN POSIZIONE dispari cadono (spariscono)
e quelli IN POSIZIONE PARI VOCALIZZANO
(si trasformano in “E”)

Spieghiamolo un po’ in concreto aiutandoci con la parola DEN (giorno). Essa in protoslavo si scriveva D’N’ (дънъ – c’erano, appunto, due jer). Ora:

  • Contando da fine parola, lo jer dietro alla N è in prima posizione (dispari) e quindi cade.
  • Lo jer dietro alla D è in seconda posizione (pari) e quindi si trasforma in “E”. Così abbiamo Den.

Se passiamo però al genitivo, notiamo che in protoslavo era d’nu (дъну). E il fatto che dietro la N non ci sia uno jer ma la U fa sì che lo jer dietro alla D si trovi in prima posizione, quindi dispari. Insomma, deve levarsi dal c*zzo cadere e la parola ceca diventa DNU. Così in tutta la declinazione.

E così il genitivo plurale per holka è holEk, proprio perché anticamente era hol’k’ e il primo jer è caduto mentre il secondo si è fatto “E”.

Certo. Ora potete venirmi a dire che in quel Krt all’inizio di Krtek o almeno di Krtka, secondo questa regola, dovrebbe esserci una qualche E. Sono d’accordo con voi. Non so perché manchi3. Chiedetelo a Havlík, che la regola la ha inventata.

Altre cose inutili

1. Nel vocalizzare lo jer, in linea di massima le tre famiglie di lingue slave hanno la loro vocale preferita:

  • per la famiglia ovest (ceco, polacco, slovacco) essa è E (sen, sogno)
  • per la famiglia jugo (sloveno, bulgaro, macedone e serbocroatobosniacomontenegrino4) essa è A (san, sogno)
  • la famiglia est (russo, bielorusso, ucraino) infine preferisce la O (son, sogno).

2. La regola di Havlík vale solo per il ceco, e se mai inizierete ad avventurarvi nel superfluo magico mondo dello slovacco ve ne accorgerete.

Note

Poi c’è “Ы” che è la “y” ceca.
Perché trollare un po’ i russisti in sala fa sempre piacere.
3 penso sia dovuto al fatto che R ed L nei gruppi di consonanti si contano come vocali. Tant’è che nella famiglia est sono diventate tutte O (questa cosa si chiama pleofonia): vlk diventa volk, hrad diventa gòrod, hlava diventa golovà.
4
Altrimenti si offendono anche se parlano la stessa lingua.

Pace, bene e un Пифферъ Хъристолюбець  a tutti

Qua potete trovare tutti i numeri della nostra rubrica ceco in pillole

Qui trovate invece il volume che dà una panoramica della lingua ceca

Ceco in pillole vol. #0: la lingua ceca, basi e domande


Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato su cosa succede a Praga e in Repubblica Ceca, metti Mi Piace sulla nostra pagina Facebook “Italia Praga one way” e aggiungimi agli amici.
Non dimenticare di seguire anche il nostro canale Instagram.
Hai domande da farci? Iscriviti al gruppo ufficiale “Italiani in Repubblica Ceca”.


Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato su cosa succede a Praga e in Repubblica Ceca, metti Mi Piace sulla nostra pagina Facebook “Italia Praga one way” e aggiungimi agli amici.
Non dimenticare di seguire anche il nostro canale Instagram.
Hai domande da farci? Iscriviti al gruppo ufficiale “Italiani in Repubblica Ceca”.

- FM Ads -
Tiziano Marasco
Tiziano Marascohttps://www.tizianomarasco.com
Il Vojvoda | Friulano di nascita, parla 9 lingue e scrive in 4 alfabeti. Ha studiato metallistica all'università di Hedlund e seguito le lezioni del professor Krull. Alimenta la fiamma di Trockij, si è stabilito a Praga nel 2011. All'epoca stava fuggedo dalla Russia, dove aveva tentato di sabotare la rielezione di Putin. Riparato a Vienna ha provato a convincere gli austriaci a riprendere le loro terre, stabilendo però il parlamento al Karlmarxhof. Fallito anche questo tentativo, si è stabilito a Praga dove lo aveva invitato il suo amico Egon Bondy. Potete trovarlo a Žižkov travestito da Major Zeman. Per italia praga one way fa il favellatore di lingua ceca e riceve mezzo chilo di halušky al mese (con la bryndza e la slanina, mica quelli coi crauti).
FM Ads

━ more like this

CS IIC: “Sardegna, un’emozione da vivere tutto l’anno”

Si trasmette il comunicato stampa dell’Istituto italiano di cultrura (IIC) a Praga relativo a un ciclo di iniziative con i tour operator dell’Europa centrale...

CS IIC: “lo spazio incontra la cultura”, workshop su come scoprire e preservare il patrimonio culturale dallo spazio

Si trasmette il comunicato stampa dell'Ambasciata d'Italia a Praga relativo al workshop "Lo spazio incontra la cultura", svoltosi all'Istituto italiano di Cultura di Praga...

CS ICC: “Spirito di pace”, personale del Maestro Giorgio Celiberti per il giorno della memoria

Riportiamo il comunicato stampa dell’Istituto italiano di cultura (IIC) sulla mostra personale del Maestro Giorgio Celiberti per il giorno della memoria. Nel quadro delle commemorazioni...

Altra Praga: la casa del suicida e la casa della madre del suicida

Il monumento "Casa del suicida e Casa della madre del suicida" è dedicato a Jan Palach e a sua madre Libuše Palachová. L'installazione Casa del suicida...

L’altra Praga: Palazzo Desfours

A prima vista, Palazzo Desfours sembra un palazzo qualsiasi in stile neoclassico. Ma è dietro quell'austera facciata che si nascondono interni magnificamente decorati. Palazzo Desfours...

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.