Andreas Pieralli e il prof. Luca Vannucci. Disegni di Tiziano Marasco
Andreas Pieralli e il prof. Luca Vannucci. Disegni di Tiziano Marasco

L’intervista al prof. Luca Vannucci per Ubi Maior: “Cauto ottimismo, serietà e scindere ciò che è falso da ciò che è realistico”

Da qualche giorno in Repubblica Ceca è iniziata la fase 2. Riaprono, con le dovute limitazioni e precauzioni, ristoranti, cinema, musei, centri commerciali e molte altre attività.

La voglia di tornare alla nostra vita di sempre è tanta, ma il covid19 è davvero acqua passata? Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

In giro si legge di tutto di più e su Internet infuriano quelli che, senza averne minimamente le competenze, si improvvisano virologi o epidemiologi. Ma qui a Praga, fortunatamente, la nostra piccola comunità italo-ceca vanta tra le sue fila un personaggio di tutto rilievo. E così, piuttosto che ascoltare il parere sul covid19 di un piastrellista (con tutto il rispetto per la professione, ci mancherebbe) abbiamo pensato di sentire l’opinione autorevole di un noto immunologo italiano, per la precisione viareggino, che vive e lavora da molti anni a Praga.

In questa primissima intervista della nuova rubrica Ubi Maior abbiamo avuto il piacere, nonché l’onore, di intervistare il professor Luca Vannucci, medico, chirurgo, oncologo e immunologo (già intervistato nel 2016 da IPOW) con cui abbiamo trattato numerosi temi attuali di grande interesse. Cosa sono questi maledetti virus e come funzionano? Quali sono le prospettive del vaccino? Sarà utile vaccinarsi quest’inverno contro l’influenza? Per quanto tempo un asintomatico è ancora contagioso? La tanto dibattuta mascherina serve o non serve, e per quanto dovremo portarla ancora?

Queste, tra le tante, alcune delle domande che abbiamo fatto al nostro concittadino toscano (permetteteci un po’ di sano campanilismo), al quale abbiamo anche chiesto di dare un voto al governo ceco e di spiegarci perché il virus sembri colpire più duramente a Ovest che a Est (o meglio Centro-Est ché sennò gli amici cechi si risentono). Già che c’eravamo, gli abbiamo anche chiesto qualche consiglio generale su come proteggere e rafforzare la nostra immunità.

Insomma, in questa intervista (corredata dei disegni di Tiziano Marasco), che speriamo utile per comprendere meglio un fenomeno complesso per noi tutti (tranne che per il piastrellista di cui sopra che ha già capito tutto), il prof. Vannucci ci invita a non drammatizzare oltremisura, a evitare di correre dietro alle fake news e a lasciare ogni valutazione definitiva a quando la scienza avrà fatto più chiarezza su una malattia nuova sconosciuta all’organismo umano.

Prossimamente per Ubi Maior usciranno nuove interviste a personaggi noti e meno noti della comunità italo-ceca e non solo. Se questa vi è piaciuta non dimenticatevi allora di iscrivervi al canale YouTube per non perdervi gli aggiornamenti!

Chi è il professor Luca Vannucci?

Un CV di tutto rispetto quello del professor Luca Vannucci. Medico, chirurgo, oncologo e immunologo, ha lavorato all’Università di Pisa e alla Chicago University dove ha iniziato a fare ricerca sul cancro collaborando con Charles Brenton Huggins, premio Nobel per la medicina nel 1966. Da un modello sperimentale di tumore all’intestino ideato negli USA, poi sviluppato in Italia, il prof. Vannucci è arrivato per la prima volta 1995 a Praga come visiting professor nel Laboratorio di immunità naturale e cellulare dell’Istituto di Microbiologia dell’Accademia delle Scienze Ceca, dove si è appassionato all’immunologia. Abbandonata la sua attività di chirurgo e oncologo a Pisa, si è stabilito a Praga, ha preso il dottorato in immunologia e ha proseguito nella ricerca sul cancro. Nel 2009, il Consiglio scientifico dell’Istituto lo ha eletto direttore del Laboratorio, divenuto poi nel 2011 Laboratorio di Immunoterapia, primo direttore italiano all’Accademia delle Scienze ceca. Nel 2012 è stato il primo non ceco eletto nel consiglio nazionale della Società di Immunologia Ceca e, alla fine del 2018, ne è stato eletto presidente, primo non ceco a ricoprire questa carica. Non sono mancati, tra i vari premi internazionali, anche i riconoscimenti italiani. Il Presidente della Repubblica Italiana lo ha nominato Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia per l’attività, scientifica e sociale, svolta in RC a favore degli italiani e dei cechi e, ancora prima, ha ricevuto il Distintivo d’oro da Camic, la Camera di Commercio Italo-Ceca di Praga, per la promozione delle attività di relazioni italo-ceche.

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