Stagisti a Praga: Christian Contro per 3 mesi all’Istituto italiano di cultura di Praga

Italia Praga One Way inizia, con l'intervista di oggi, a occuparsi anche di chi si reca nella capitale ceca per studio. Oggi abbiamo incontrato Christian Contro, dopo il suo trimestre di tirocinio all'Istituto italiano di cultura di Praga (IIC)

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Stagisti a Praga: Christian Contro per 3 mesi all'Istituto italiano di cultura di Praga

Italia Praga One Way inizia, con l’intervista di oggi, a occuparsi anche di chi si reca nella capitale ceca per studio. Oggi abbiamo incontrato Christian Contro, dopo il suo trimestre di tirocinio all’Istituto italiano di cultura di Praga (IIC).

Cosa ti ha spinto ad accettare il tirocinio presso l’IIC?

Non volendo partecipare al programma Erasmus, ma desiderando comunque muovermi dall’Italia per un periodo, ho scelto di effettuare uno stage presso un’istituzione del nostro ministero degli Esteri. I vari Istituti Italiani di Cultura sparsi per l’Europa mi sono sembrati la scelta ideale, e da Praga mi risposero positivamente. C’era bisogno di una mano, ed io non vedevo l’ora di mettermi alla prova, soprattutto in una città che mi incuriosiva ed affascinava tanto, . La comunicazione ed il decorso burocratico tra università ed istituto filarono senza problemi, e così ad ottobre sbarcai nella capitale.

Quali erano le tue mansioni?

Un po di tutto! Dove c’era necessità, io andavo. Dal preparare le stanze per incontri e lezioni, al seguire progetti di vario tipo, partecipare ad eventi, rispondere a mail, al tradurre da inglese o francese, fino all’aiuto in contabilità. È stato estremamente stimolante da questo punto di vista: l’IIC di Praga è una realtà estremamente attiva, ed il Direttore dell’Istituto, Giovanni Sciola, oltre ad essere un uomo estremamente dinamico e davvero dalle mille risorse, è stato sempre molto gentile con me. Da lui ho imparato molto. Ripartirei per quell’ufficio anche subito.

Secondo te quali sono le prime mosse da fare, come studente, una volta arrivati qui?

Certamente cercare casa in una buona posizione è fondamentale. Ed andare diritti a procurarsi la carta trimestrale o semestrale (ovviamente dipende dalla permanenza, non necessariamente la Lítačka, comunque) per i mezzi pubblici praghesi. Detto questo, riuscire a mappare la città è davvero semplice, il che torna utile soprattutto quando non si trova casa in zone più centrali. E poi girare, girare, girare tanto, scoprire i posti in cui fare la spesa, in cui divertirsi, fare conoscenza il più possibile.

Come valuti la tua esperienza a Praga nel complesso?

Estremamente positiva per tutto, dal cibo, alle amicizie che ho creato, agli ambienti frequentati, alla birra, alle camminate notturne per le vie della città…

Definirla affascinante è largamente un eufemismo. Quando trovo la parola esatta però ve la scrivo!

Ti va di raccontarci di quella volta in cui sei finito a Slavkov? (Austerlitz)

Beh, Slavkov è il luogo in cui i soldati di Napoleone batterono decisivamente la terza coalizione nel dicembre del 1805, e l’anno scorso, alla ricorrenza, essendo già in Repubblica Ceca non potevo mancare. Quindi, mentre mi riprendevo da una bevuta colossale, mi godevo le truppe di Napoleone distruggere completamente le linee delle truppe dell’Impero Russo e del Sacro Romano Impero. Magnifico a dir poco. Da appassionato di storia e rievocazioni, fu veramente spettacolare. Ci sarò certamente anche alla prossima edizione.

Hai trovato delle difficoltà nell’ambientarti, o ci sono state cose che ti hanno messo a disagio?

Assolutamente no. Inizialmente forse la lingua mi lasciò interdetto, ma con inglese e tedesco sono sempre riuscito a muovermi. E ho anche iniziato a masticare qualche frase in ceco, che non si sa mai.

Ci sono invece cose che ti sono piaciute particolarmente?

Si potrebbe dedicare un articolo anche solo a questa domanda, ma mi limiterò a citare pochi elementi. Dal punto di vista architettonico la città è meravigliosa, ricca di storia, e di angoli misteriosi, che sanno rendere le passeggiate dell’appassionato di certe leggende ancor più romantiche. Dalla chiesetta dei paracadutisti al Ponte Carlo, dalle vie del Golem in Josefov alle decine di negozietti dell’usato sparsi per la città. In più l’esperienza culinaria può essere estremamente variegata, cosa che mi ha colpito assai, ammetto. Credo di aver cucinato una sola volta in quattro mesi di permanenza.

Nell’amabile sregolatezza della vita praghese, esistevano però luoghi rituali, in cui andavo spessissimo una volta finito in ufficio. E paradossalmente, il luogo a cui mi sono legato di più, è un irish pub davanti all’ambasciata irlandese di Malá Strana, il JJ Murphys.

Li ho fatto incontri assurdi e unici, essendo pieno di internazionali, ed andandoci spesso, ho creato un bel rapporto con il personale, che sono arrivato a conoscere bene. Musica dal vivo, birra, locale spazioso, fumoso, e simpatia del personale mi hanno catturato fin da subito: un piccolo angolo di Irlanda in Praga! E quando torno in città, una tappa al JJs è d’obbligo!

Ci sono cose che consiglieresti assolutamente di fare a chi resta in ČR per tre mesi?

Sicuramente provare il cibo ceco in primis. Poi, da studente avrei preferito approfondire di più la lingua, cosa che spero, tornando prossimamente, di fare.

Da visitare, oltre agli evergreen come il castello, il ponte e la piazza dell’orologio, aggiungerei delle belle passeggiate per Josefov, e se si capita d’inverno, una bella passeggiata sotto la neve lungo le mura di Vyšehrad, visitarne la chiesa e godersi la splendida vista della città e del fiume da li.

Ancora, un bel giro di Praga 5 a piedi, da Smichovské Nádraží a Malá Strana, passando per Andel, e vedere una zona anche più “ruspante”, ma secondo me assolutamente affascinante. Poi di bazzicare tra Praga 1 e 2 per cercare postacci lerci in cui trovare birra eccezionale a prezzi irrisori: poco da fare, sono i migliori.

Ah, e culinariamente parlando, la cucina vietnamita si è rivelata fantastica, così come quella georgiana.

Un’ultima cosa: essendo una città così a misura d’uomo, e dalle migliaia di possibilità, bisogna buttarsi. E poi buttarsi e ancora buttarsi, sempre. Essere curiosi, cercare, fare conoscenza, ampliare gli orizzonti, non fermarsi mai. E’ una città davvero straordinaria, che a me personalmente ha dato moltissimo, e in cui, presto o tardi, sicuramente tornerò.

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