Cinema ceco: 10 film (e qualche bonus) da cui partire

La nostra lista di quelli che possono essere i film di base del cinema ceco. Liberi di aggiungere altri titoli), sarebbe bello trasformare il 10 in 20.

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– Scritto in collaborazione dal Vojvoda e dal Doge

Tempo addietro, il sito Expat.cz ha scritto un articolo con i 10 film da vedere prima di visitare Praga. Ora, noi che abbiamo un aplomb britannico, una volta letto l’articolo, possiamo dire che il quadro è assai approssimativo, pur capendo la necessità di ridurre la scelta a soli film ambientati a Praga. Sicché noi facciamo una nostra lista (con un paio di appunti) di quelli che possono essere i film di base del cinema ceco. Liberi di aggiungere altri titoli (o proporre brevi analisi), sarebbe bello trasformare il 10 in 20. 

10. Samotáři (2000)

Senza dubbio, questo film anche per noi sta al primo posto. Praticamente un fenomeno di costume, ancora oggi sporadicamente citato in maniera trasversale nella società ceca. Commedia agrodolce, quattro/cinque fili narrativi intrecciati in una maniera che risulta molto difficile raccontare in poche righe. Ma anche, e forse soprattutto, una impressionante scena di inquadrature che sono un atto d’amora a una Praga ancora sgombra di turisti. Ma proprio a tutta Praga, da Žofín al Tunnel.

Ai posteri la citazione di culto:
Fumare maria in Repubblica ceca non ha ancora una tradizione radicata!

9. Hoří má panenko (1967)

Ok non metterci Amadeus nell’elenco, ma un film di Miloš Forman deve esserci. Noi ci mettiamo il suo primo a colori, nominato all’oscar e ancora legato alla Nouvelle Vague francese (Nová vlna in ceco), vale a dire è registrato in maniera molto amatoriale e senza autori professionisti. Il film ha rischiato di essere coprodotto dal nostro Carlo Ponti (il film in italiano si chiama “Fuoco ragazza mia!”), che si tirò indietro perché poco convinto. La trama si svolge durante il ballo dei pompieri di Vrchlabí (molti degli “attori” erano in effetti pompieri di Vrchlabí). Come diversivo, viene preparata una tombola, ma i premi vengono rubati, e il concorso per l’elezione della miss del ballo, e anche quella non si conclude benissimo.

8. Cesta do pravěku (1955)

Il regista Karel Zeman sta al cinema un po’ come Herbert Chapman sta al calcio. Un autentico mago degli effetti speciali in un’epoca in cui gli effetti speciali non esistevano, Zeman è stato un regista di fama mondiale. Cesta do pravěku (Viaggio nella preistoria) è probabilmente il suo film più famoso ed è un film per bambini che racconta il viaggio a ritroso nel tempo di quattro bambini, dall’era glaciale al siluriano. Quasi tutti i film di Zeman sono stati doppiati in italiano, a Zeman è anche dedicato un museo sull’isola di Kampa, dietro al Ponte Carlo.

7. Ostře sledované vlaky (1966)

Un film di Jiří Menzel basato su un libro di Bohumil Hrabal doveva esserci, e Expats ha messo “Ho servito il re di Inghilterra“. Noi mettiamo “Treni strettamente sorvegliati”, che magari non è ambientato a Praga, ma ha vinto un oscar e ha lanciato i due nomi sul panorama internazionale. Il film racconta le vicissitudini di un ragazzino che lavora in un casello ferroviario durante la seconda guerra mondiale.

6. Pelišky (1999)

Questo film è diventato l’equivalente ceco di “Una poltrona per due”. A ogni natale, lo fanno. Ma di natalizio c’è poco. Il film racconta la “problematica” convivenza di due famiglie, una filobolscevica e l’altra decisamente anti regime, durante le grandi trasformazioni della primavera di Praga, fino all’arrivo dei russi. Di citazioni qua ce ne sono fin troppe, a partire dall’aspra dissertazione sulla differenza tra gnocchi e knedlíky fino a quelle sui problemi legati al fatto che le cose nel mondo comunista erano fatte con materiali non esattamente qualitativi.

5. Tmavomodrý svět (2002)

Un film che racconta, in maniera un po’ romanzata e parecchio toccante, la storia degli aviatori cechi che scapparono in Inghilterra nel 1938 e pilotarono gli Spitfire della Raf contro l’aviazione nazista. Lo citiamo anche perché siamo certi che questo film è stato doppiato in italiano (Dark blue world, lo beccammo per sbaglio nei Bellissimi di Rete 4).

Frase celebre: Io di questa lingua di merda non capisco un cazzo (riferito all’inglese).

4. Kolja (1996)

Passando al periodo di transizione, questo film riguarda la particolare relazione che nasce tra un violoncellista praghese di mezza età non particolarmente affermato (František) ed un bambino russo di cinque anni abbandonato dalla madre (Nikola – Kolja) negli storici anni della transizione democratica della Cecoslovacchia. Scritto ed interpretato da Zdeněk Svěrák e diretto dal figlio Jan Svěrák , il film volge con tenerezza lo sguardo sulla realtà delle barriere linguistiche (e politiche), in un paese in profondo cambiamento. Vincitore del premio Oscar nella categoria Miglior Film Straniero, è stato girato un po’ in tutta Praga.

3. Horem padem (2004)

Una commedia che racconta il problema del razzismo in Repubblica Ceca 10 anni prima dell’avvento di Pitomio Fuckamura. A ben guardare, “Horem padem” è un po’ un “Kolja” del XXI secolo. Una signora trova un bimbonigga a Hlavní nádraží e decide di spacciarlo per suo. Il suo compagno è un hooligan ultradestroso dello Sparta Praga (in quanto a Sparta e hooligans ai tempi del comunismo, consigliamo il film-documentario Proč, del 1987).

Ai posteri il seguente botta e risposta:
“È nostro figlio!”
“Ma è nero!”
“Magari sbiadisce…”
“Michael Jackson ha buttato i MILIARDI per sbiadire!”

2. Anthropoid (2016)

Film storico che riguarda l’attentato al gerarca nazista Reinhard Heydrich, Anthropoid è stato scritto e girato parzialmente a Praga, dove è anche interamente ambientato, nonostante la produzione sia anglo-franco-ceca. La storia riguarda le esperienze dei due paracadutsti cecoslovacchi Jan Kubiš (ceco) e Josef Gabčík (slovacco), dal loro atterraggio nel Protettorato di Boemia e Moravia, fino al drammatico epilogo nella catacomba della Chiesa di Cirillo e Metodio. Una volta visto questo potete proseguire con “Lidice“, che racconta il risvolto più drammatico dell’attentato ad Heidrich.

1. Panelstory aneb Jak se rodí sídliště (1979)

Un film che sa di garanzia fin dalla regista, Věra Chytilová, esponente dell’avanguardia cinematografica ceca. Il film in questione è uno sguardo satirico alla vita nei prefabbricati (paneláky) nel periodo della “normalizzazione”, ovvero la restaurazione del comunismo sovietico dopo la fine degli anni ’60. Il lungometraggio è stato girato a Jižní město. Se in fatto di cinema avete palle quadrate o se siete dei folli totali, vi consigliamo anche Sedmikrásky. Nel primo caso non avrete bisogno di sottotitoli, nel secondo di droghe.

Ci spiace enormemente aver lasciato fuori i film Nuda v Brně, Kouř, Markéta Lazárová e Spalováč mrtvol


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