Chiedendo nei gruppi Facebook informazioni sul costo della vita a Praga vi hanno risposto che con meno di 50.000 corone nette al mese (2.000 €) non si vive? Tranquilli, abbiamo letto cazzate risposte simili anche noi.

Lo scopo di questo articolo non è quello di farvi vivere da poveri all’estero, bensì di non lasciarvi demoralizzare dai saputoni trollatori dell’Internet che vi diranno che non ce la farete e che cercheranno di spegnere ogni vostro barlume di speranza.

Conosciamo Valerio Casciano e Francesco Corasaniti da Crotone

Ne abbiamo parlato con Valerio Casciano e Francesco Corasaniti, due amici d’infanzia calabresi di s-Crotone che vivono qui dal 2016. La disoccupazione in Calabria raggiunge livelli altissimi e gli unici lavori sono malpagati e non dignitosi.

Visti questi presupposti hanno deciso di giocarsela all’estero e sono venuti in perlustrazione a Praga e qui (per adesso) sono rimasti.

Il loro primo stipendio è stato di circa €500 a testa (meno di un milione di lire per chi le ricorda), ma questo gli ha permesso comunque di vivere una vita dignitosa, di provvedere indipendemente a tutte le spese, di non saltare mai un pasto e di avere comunque una vita sociale senza privarsi di multiple uscite settimanali.

Ciao ragazzi, perché siete venuti proprio a Praga?
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Abbiamo scelto Praga perché non c’eravamo mai stati ed eravamo curiosi. Sapevamo che c’erano molte opportunità di lavoro e abbiamo deciso di rischiare!
Chiariamo subito, le donne non c’entrano niente, non avevamo alcun legame con la ČR. Avevamo bisogno di lavorare, di fare un’esperienza all’estero e di migliorare la nostra lingua. Eravamo inseriti in gruppi Facebook di italiani in Repubblica Ceca, ma non abbiamo mai scritto per chiedere info. Non ci interessava, non ci siamo confrontati, volevamo fare di testa nostra.

Entrambi lavorate nel settore della ristorazione. Lo stipendio in questo settore è molto basso in Repubblica Ceca. Perché non avete scelto paesi in cui la paga è migliore?
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Germania e Regno Unito non ci ispiravano e inoltre cercavamo un paese in cui potevamo vivere bene con un rischio iniziale basso. Questo aspetto ha inciso molto sulla nostra scelta. Entrambi avevamo un budget iniziale di circa 1.300 € a testa.

Quali sono stati i primi passi appena arrivati?

Siamo andati in un ostello in cui siamo stati 2-3 settimane. Eravamo del tutto persi e smarriti, non conoscendo nessuno, non parlando il ceco e parlando un inglese piuttosto stentato. Via Facebook abbiamo conosciuto Luca Magnago e Sara Bacci del Simply u Kravaty 2, che sono stati il nostro primo riferimento qua. Parlando e cercando in giro abbiamo trovato un appartamento, ma purtroppo si è rivelato un’inculata.

Come avete trovato lavoro?

Trovare lavoro è stato più facile che trovar casa, in realtà. Nelle prime settimane in ostello non avevamo tempo e non abbiamo mandato curriculum dall’Italia. Solo una volta trovato casa ci siamo iscritti a jobs.cz e abbiamo mandato CV. Eravamo qua da quasi un mese, ma già dopo 4 giorni sono cominciate ad arrivare offerte di lavoro.

Valerio – Ho declinato alcuni colloqui perché il mio inglese era infame. Accettai la proposta di lavor del McDonald’s del Palladium.

FrancescoIo invece accettai inizialmente l’offerta di un KFC a Letňany, ma non ho nemmeno iniziato perché poi arrivò la proposta del Wine Food Market di Smíchov dove lavoro tuttora nel reparto pasticceria.

I vostri colleghi erano cechi però. Come comunicavate?

Valerio – Una base scarsa di inglese la avevo, anche se non bastava. Ma al McDonald’s ci siamo sempre capiti a livello basilare. Inoltre, non ero l’unico non ceco. Lavoravo e lavoro anche con altri stranieri, come ghanesi, tunisini, molti ucraini e pure un altro italiano. Devo dire che al lavoro ci hanno sempre trattato molto bene, invece in Italia ero circondato da pezzi di merda. Un mio capo qui una volta mi ha regalato una burrata. Cose mai viste in Italia!

Francesco –  Il mio inglese era migliore di quello di Valerio e quindi riuscivo a comunicare con più facilità. Inoltre al Wine food market c’erano molti italiani e questo rendeva tutto più semplice.

A quanto ammontava il primo stipendio?

Valerio – Il mio è stato di circa 12.000 corone (470 euro al cambio attuale, n.d.r.) e abbiam dovuto giocarcela. Non mi aspettavo di più, sapevo la cifra. Non ci ho badato, mi e ci servivano soldi. Poi tieni conto che sapevamo benissimo che in un McDonald’s in Calabria non ci avrebbero mai preso.

Francesco –  Il mio primo stipendio fu di circa 14.000 corone (550 euro al cambio attuale, n.d.r.) Io sono laureato, ma in Italia, e specialmente in Calabria, non avrei potuto nemmeno aspirare ad un lavoro da cameriere, dove essere trattato con dignità, avere un contratto regolare e soprattuto essere pagato! Non ci sono possibilità. Abbiamo entrambi lavorato come camerieri, ma le esperienze non sono state delle migliori.

Come gestivate le spese mensili?

L’affitto era di 7000 corone a testa, il trasporto pubblico 550CZK al mese. il resto dovevamo farcelo bastare. Calcolavamo i soldi rimasti e cercavamo di gestirli. Ci imponevamo una spesa di 1000 corone a settimana. Uscivamo però anche quattro volte a settimana, perché comunque qua si spende meno che in Italia e si vive più dignitosamente. Non ci siamo mai pentiti della nostra scelta.
La situazione è comunque migliorata. Ci siamo trasferiti a Palmovka, dove l’affitto costa meno, e ci hanno aumentato il salario dopo il periodo di prova di 3 mesi. Adesso prendiamo un salario più che decente in relazione al settore in cui lavoriamo.

Che avete fatto al primo aumento?

In realtà nulla di che, ma abbiamo iniziato a comprare cose accessorie, a rinnovare un po’ il guardaroba (e a pagare panáky a ceche e jugoslave, n.d.r.).  Pensavamo meno alle spese rispetto a prima.

Consigliereste ad altri di farlo? E cosa vorreste fare in futuro?

È una questione di intenzioni. Se vuoi rimanere in Repubblica Ceca a vita e/o sei over 30, ti poni più problemi. Volevamo fare una esperienza all’estero, lavorare, venire pagati e trattati dignitosamente. Se anche voi siete in questa situazione, fate pure.

Valerio – In futuro vorrei andare in un posto più caldo e dove ci sia il mare. Magari potrei andare in Spagna dove vivono già alcune mie conoscenze.

Francesco – Io sono tentato dai Balcani! Mi piacerebbe provare un’esperienza in Montenegro, ma è un’idea ancora acerba. Sicuramente sono attratto dal Portogallo e sto tentando di convincere il Granduca a venire con me!

Grazie Valerio e Francesco per la vostra schietta e onesta intervista!


1 COMMENT

  1. Tutto molto bello,ma mi sorge spontanea una domanda…
    …d’accordo che il sud Italia non e’ nemmeno da considerare,e non da adesso,dal punto di vista lavorativo PERO’ dato l’inglese risicato e la posizione lavorativa a Praga non sarebbe stato meglio trasferirsi in nord Italia?
    Lavorare in un fast food in un paese dell’ex europa orientale con uno stipendio infimo che permette giusto di non morire di fame non mi sembra una scelta dettata dalla logica…

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